Programmazione dal 13/4

Poster del film Diaz - Non pulire questo sangue

 SALA NIRVANA

DIAZ

15.15 – 17.40

20.10 – 22.30

Regia: Daniele Vicari

Sabato 21 luglio 2001, ultimo giorno del G8 di Genova, poco prima della mezzanotte, più di 300 operatori delle forze dell’ordine fanno irruzione nel complesso scolastico “Diaz”. In testa c’è il VII nucleo, seguono gli agenti della Digos e della mobile mentre i carabinieri circondano l’edificio. In quella che il comandante Fournier definisce “una macelleria messicana” vengono arrestate e picchiate 93 persone sebbene non abbiano opposto alcuna resistenza, in gran parte si tratta di ragazzi e giornalisti stranieri (per lo più tedeschi, francesi e inglesi) che stanno dormendo. Il verbale della polizia parla di “perquisizione” perché si sospetta la presenza di black block nell’edificio. La portavoce della Questura in conferenza stampa dirà che i 63 referti medici agli atti della Polizia Giudiziaria sono dovuti a ferite pregresse. Molti dei presunti black block scoprono solo in ospedale di essere stati arrestati per associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio, resistenza aggravata e porto d’armi. Dopo il pestaggio nella scuola e le torture in ospedale, una cinquantina di arrestati vivono l’inferno delle torture nella caserma lager di Bolzaneto. I “prigionieri”, solo dopo diversi giorni vengono rimpatriati nelle proprie nazioni con l’accusa di terrorismo.

http://www.diazilfilm.it/

Poster del film Romanzo di una strage SALA OMBREROSSE

ROMANZO DI UNA STRAGE

15.10 – 17.35

20.00 – 22.20

Regia: Marco Tullio Giordana

In una delle prime scene di Romanzo di una strage, il film di Marco Tullio Giordana che ricostruisce la storia dell’attentato di Piazza Fontana, il 12 dicembre 1969, nel centro di Milano, a due passi dal Duomo, c’è un’immagine di vita casalinga che fa sorridere. Un giovane commissario di Polizia (Valerio Mastandrea) segue le indicazioni della moglie incinta (Laura Chiatti) per attaccare un quadro al muro, un po’ più su, un po’ più giù, fino al momento in cui squilla il telefono e lui ha appena invocato la necessità di prendere una decisione. E’ uno scampolo di normalità, prima che tutto cambi, irrimediabilmente, per sempre: «Ho la sensazione – dice Pierfrancesco Favino che interpreta l’anarchico Giuseppe Pinelli – che Piazza Fontana abbia provocato in Italia un tipo di shock analogo a quello causato in Usa dall’11 settembre. Fino ad allora gli italiani avevano fiducia nella politica, credevano in maniera pura, quasi ingenua, nella democrazia, dopo, tutto si è incrinato».

http://www.corriere.it/romanzodiunastrage/

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