Programmazione dal 25/6

teneramentefolle

TENERAMENTE FOLLE

16.15 – 18.00 – 19.45 – 21.30

Regia: Maya Forbes
90′ – Commedia/Drammatico

Fine anni ’70, un padre maniaco depressivo cerca di riconquistare la moglie accettando di badare a tempo pieno alle loro due giovani figlie. Ma le due scatenate ragazze non gli renderanno la vita facile. Tratto da una storia vera – è l’autobiografia dell’infanzia di Maya Forbes nella Boston degli anni ’70 – Teneramente folle è una storia divertente e commovente su come, a volte, in maniera del tutto inaspettata, genitori e figli possano arrivare a salvarsi a vicenda.


earrivatamiafiglia

É ARRIVATA MIA FIGLIA

16.30 – 18.45 – 21.00

Da lunedì 29/6: 16.30 – 18.45

Regia: Anna Muylaert
Drammatico – 110′

Val è una governante a tempo pieno che prende molto sul serio il suo lavoro. Indossa un’inamidata uniforme da domestica mentre serve tartine impeccabili, è al servizio dei suoi facoltosi datori di lavoro di San Paolo ogni santo giorno e accudisce amorevolmente il loro figlio adolescente fin da quando era in fasce, avendolo di fatto cresciuto lei stessa. Ogni cosa e ogni persona ha il suo posto nell’elegante abitazione, finché un bel giorno l’astuta e ambiziosa figlia di Val, Jessica, arriva dalla città natale della donna per fare i test di ammissione all’università. La presenza di Jessica, giovane risoluta e sicura di sé, spezza il tacito e tuttavia rigido equilibrio di potere della casa e Val deve decidere in chi riporre il suo senso di lealtà e che cosa è disposta a sacrificare.


macbeth_1971Lunedì 29/6, Martedì 30/6 e Mercoledì 1/7

MACBETH
di Roman Polanski

ore 21.00

(The Tragedy of Macbeth, GB/1971) di Roman Polanski (140′)

Soggetto: dall’omonima tragedia di William Shakespeare. Sceneggiatura: Roman Polanski, Kenneth Tynan. Edizione restaurata da Sony Pictures Entertainment in collaborazione con Criterion.

La storia è nota, ed è sempre “la storia narrata da un idiota, piena di strepito e furore, e che non signi­fica nulla”. Polanski, che si avvicina alla tragedia di Shakespeare dopo Welles e Kurosawa, ne accentua la follia e la profila d’orrore, dà a ogni strepito un’eco ferina, e ci conduce ipnotizzati fino in fondo al suo cul-de-sac, scenario di rovina e di sangue. Non ci sarà nulla dopo, non c’è stato niente prima; né nobiltà, né storia né palcoscenico, solo il più cupo dei giochi al massacro, nella nebbia d’una stecchita Scozia barba­rica. Come dissero all’epoca sia estimatori che detrat­tori, un film di Roman Polanski prima ancora che un film da Shakespeare: forse per tanta arroganza, resta il più estremo, il più impressionante, il vero capolavo­ro tra tutti i Macbeth visti al cinema.


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